L’importanza di saper reggere l’angoscia e superare le delusioni.

Strumenti per sopravvivere e tornare a vivere

Per poter avanzare nella vita è di fondamentale importanza sviluppare una resistenza alla frustrazione e poter reggere l’angoscia che si prova. In definitiva si sente una sensazione corporea di sconforto, di smarrimento e di rassegnazione. Seguono le stesse fasi che viviamo in un lutto perché anche se il distacco è da una situazione o un aspettativa non realizzata innescano questo processo interiore.

Come prima cosa emerge l’incredulità. :- Non ci credo- e cerco in tutti i modi di chiedere e ottenere ciò che voglio anche se realmente non è possibile.

Dopo questa prima fase arriva la disperazione, che va vissuta, e il pianto serve per far scendere la tensione che si sta vivendo. Il pianto è una modalità di scarica della tensione.

In terza fase abbiamo la rabbia che deriva dall’appagamento mancato. Questa porta a direzionare le energie verso l’esterno e pertanto può essere usata per individuare una nuova meta. Può essere usata per costruire nuovi strumenti e rompere definitivamente con il legame alla credenza passata o alla situazione passata. 

In seguito abbiamo la fase di “tentativo di riparazione” si cerca di spiegare e giustificare l’accaduto e ritornare alla situazione di non perdita. Questa fase è quella in cui nella rottura di una relazione o nel mezzo di un cambiamento molti cadono e tornano indietro, senza aver realmente superato la perdita e ricostruito una nuova situazione interiore.

Dopo il tentavo di ritorno ultimo si vive la fase depressiva, la più importante, è quella che segna l’irreversibilità della situazione permettendo un distacco definitivo e la ricostruzione di nuovi connotati mentali e pertanto di nuove credenze. È la fase più pesante e richiede molte energie per uscirne senza inabissarsi in essa, vuol dire restare in una posizione regressiva importante, sofferente e per molto tempo.

L’ultimo passaggio ci porta all’accettazione della realtà e quindi all’azione di nuovi mezzi e nuove vie nella propria vita.

Per ogni situazione che affrontiamo di perdita si innesca questo meccanismo. Ciò che intrappola e non permette di andare oltre sono i meccanismi di difesa che si mettono in atto per cercare di sfuggire alla fase depressiva per paura di perdersi reputandosi incapaci di reggerla. Con un accompagnamento e un sistema di uscita dalle dinamiche si ha la possibilità, attraverso l’emodeling, di abbandonare più velocemente e in modo meno doloroso i vari passaggi e di giungere così alla fase di accettazione e avanzamento in modo più leggero. Nel contempo si impara la modalità e si acquisiscono gli strumenti per poter reggere gli abbandoni che la vita ci impone o che vogliamo agire perché disfunzionali o che portando dolore nella propria vita. Ad esempio: relazioni tossiche, situazioni logoranti, ripetizioni di situazioni insoddisfacenti e sofferenti. 

La base su cui poggia la capacità e la forza di reggere le frustrazioni e le angosce, si connota nello sviluppo dei primi anni di vita e delle esperienze in seguito nel corso della propria esistenza. Fintanto non si fa esperienza di una relazione in grado di dare strumenti non si hanno questi ultimi e si resta in una dimensione regressiva a ogni distacco o perdita. Si innescano qui sensi di colpa, paure, dipendenze, dolore esistenziale, chiusura, isolamento ecc tutta una serie di possibili scenari che conducono alla sofferenza profonda, assolutamente non necessaria e superabile con le modalità affettive giuste.

In queste situazioni emergono le strutture base mancanti qualora le sensazioni corporee e sensoriali non hanno un connotato mentale. La persona può essere priva di strutture mentali adeguate per gestire le energie scaturite dalle sensazioni corporee e sensoriali. 

Ricostruire o costruire una base per riuscire nella vita 

Vi diamo la possibilità di accedere a una pratica che permette di vivere una relazione sana e capace di tirare fuori gli strumenti necessari rimettendo in modo autonomo le istanze in connessione e permettendovi così di poter avere in mano la vostra corporeità e la capacità di raggiungere la serenità e la felicità in maniera più rapida e duratura lungo l’arco della vita e della propria costruzione e realizzazione di sè.

Marijana Jufer 

 

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